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Psicologia dello sport

La Psicologia dello Sport ha l'obiettivo di migliorare il benessere e/o il rendimento di tutte le persone che praticano attività fisica e sportiva.

Attraverso l'allenamento mentale (Mental Training) e l'utilizzo delle tecniche collegate, lo sportivo ha la possibilità di accrescere la conoscenza di se stesso, esprimere le proprie capacità, scoprire come mente e corpo possano interagire permettendo la realizzazione di ogni potenzialità.

La specificità dell'intervento consiste nel lavorare sulle abilità implicate nella prestazione sportiva: concentrazione, attenzione, rilassamento, dialogo interno, gestione dell'ansia e dello stress agonistico.

Alla Max Tennis Time Società Sportiva Dilettantistica diamo importanza a tutti questi aspetti.

Prestiamo particolare attenzione alla crescita personale, basandoci sulla considerazione degli aspetti positivi e degli obiettivi raggiunti, piuttosto che, come avviene spesso, solo sugli aspetti negativi e gli obiettivi mancati.

La consuetudine è porre l'attenzione a quello che non bisogna fare, ma quanto è determinante invece considerare quello che si può fare ( potere fare e non dovere fare).

Tra mille cose che uno non deve fare fa molto più rumore una semplice e sola cosa che un individuo può fare, ed il raggiungimento di questo unico obiettivo lo si può ottenere credendoci, ma non in modo astratto, ma facendo materialmente qualcosa per ottenerlo.

L'aspetto mentale al giorno d'oggi sta finalmente occupando il posto che merita. Non si può ottenere nulla se non con la caparbietà ed il credere sempre in se stessi. Una parola positiva ripetuta a se stessi ogni giorno ha una forza ed una potenza incredibili, cosi come tutte le migliaia di parole negative che si è soliti ripetersi. ma se volgiamo ottenere qualcosa di importante è arrivata l'ora di utilizzare una comunicazione positiva per incoraggiarsi e vedere sempre più avanti. Basta piangersi addosso e criticandosi continuamente.

Anche se è difficile riconoscere e distinguere gli aspetti psicologici da quelli tecnico-tattici e fisici: molti però si rendono conto che in partite tra giocatori con potenziale ed abilità tecnico tattiche simili, il risultato della partita è spesso determinato da fattori psicologici come la fiducia, la determinazione e la concentrazione.

Il grande sportivo non è solo colui che gioca meglio, ma è colui che riesce a gestirsi nel miglior modo possibile, rimanendo sempre ad un livello altissimo nonostante le insidie, prima tra tutti l'efficacia dell'avversario.

Lo sport ci da l'opportunità di avere continuamente n dialogo interiore con se stessi e sta proprio in noi a far si che quel dialogo sia costruttivo e non negativo.

La psicologia permette di conoscersi e di volersi bene, smettendo di combattersi.
Il primo avversario siamo noi.

E' arrivato il momento di caricarsi e convogliare le le potenzialità che ognuno possiede (molte volte senza saperlo o ancor peggio senza riconoscerle) per ottenere ciò che desidera.

La forza mentale non si può misurare e non si diventa dei vincenti solo perché si sanno eseguire dei buoni colpi. Preferisco un giocatore meno dotato tecnicamente ma che non sparisce quando il punteggio è quattro pari al terzo

Il tennis, più degli altri sport, è un gioco della mente

Rafa Nadal

Rafael Nadal che tra i tennisti è quello a cui viene dato grande credito per la sua forza mentale ha scritto: "Il tennis, più degli altri sport, è un gioco della mente. Il tennista che riesce a provare sensazioni positive per la maggior parte del tempo, quello capace di isolarsi meglio dalle proprie paure e dagli sbalzi di umore che un match importante inevitabilmente comporta, alla fine trionferà come numero uno del mondo." (Nadal R., Carlin J., 2011. Rafa la mia storia).

Una delle chiavi del mio rendimento è l'aver introdotto nella mia normale attività di allenamento un programma di mental imagery

Roger Federer

Roger Federer "Prima di vincere il primo titolo del Grande Slam a Wimbledon nel 2003, all'età di 21 anni, ero ancora un giocatore piuttosto complicato da gestire. Ero un diamante grezzo. Sentivo la gente spesso definirmi così quando mi vedeva giocare. Avevo bisogno di essere lucidato. Sono arrivato sul circuito nel momento in cui Hewitt era un ragazzo giovanissimo e stava ottenendo grandi successi. Poi c'erano Roddick, Safin e Ferrero. Non voglio dire che ero frustrato da questa situazione, ma non riuscivo a capire perchè io non riuscivo ad essere davanti a loro. Ero abbastanza indietro e così mi sono detto 'OK, adesso voglio spingermi oltre'. Da quel giorno delle cose sembrano essere cambiate: "Giorno dopo giorno, la mia mentalità è migliorata, sono diventato sempre più professionale. Ho capito sempre di più quanto importante fosse la preparazione fisica. Prima invece pensavo che sollevare dei pesi in palestra non mi sarebbe servito durante una partita di tennis. La forza mentale e quella fisica sono stati gli ultimi due aspetti su cui ho lavorato. Lavorare sull'aspetto mentale è stato davvero difficile per me...poi ho trovato anche la continuità." "…una delle chiavi del mio rendimento è l'aver introdotto nella mia normale attività di allenamento un programma di mental imagery. Visualizzo me stesso mentre raggiungo la vittoria utilizzando immagini vivide, emozionali e potenti che rappresentano ogni azione della mia partita…. Rinforzo queste immagini positive con la visualizzazione di vittorie del passato, ritrovando le sensazioni che avevo provato in quelle occasioni.